Dunque dunque dunque. Che dire? Che raccontare? Shit's happened, ma ad essere onesta non mi viene in mente molto da raccontare.
Una cosa degna di nota mi sembra il fatto che il mio momento di scoramento – per definire gentilmente i miei livelli di acidità più alti del solito – è passato dopo la sportlov (che, nel caso non vi ricordaste cos'è, è la settimana di vacanza a caso fine febbraio). Un motivo è probabilmente che all'improvviso i giorni sono diventati lunghi e il tempo dopo è stato stupendo per due settimane dopo le vacanza (ovviamente non durante, sarebbe stato troppo facile; giusto per essere bastardo, il tempo è stato brutto anche nel weekend tra quelle due settimane), con sole e temperature decisamente sopra lo zero.
La sportlov in sé non è stata nulla di speciale – tempo grigio e i primi giorni poco da fare. Albin, il figlio di otto anni della sorella di Karin è venuto a Karlstad quindi sua nonna (la madre di Karin) ha vissuto da noi per la settimana. Quella donna ha delle strane idee su cosa sia il servizio buono (da non mettere assolutamente in lavastoviglie, ché si rovina); io sceglierei i piatti dell'Ikea su delle robe leziose con le roselline che potrebbero appartenere alla Umbridge tutti i giorni.
Anyways, la domenica prima che la sportlov iniziasse ufficialmente Olle, mio fratello ospitante, è partito per il suo anno a l'estero in Nuova Zelanda. La sua valigia è stata un parto, giuro che sono usciti a comprare roba due ore prima di partire. Io stavo sclerando dal nervosismo per loro.
Comunque mi è venuto un po' il magone quando Olle è partito, devo ammetterlo. Mi ero affezionata un sacco a lui.
Tra domenica e lunedì Ulrike è venuta a casa da me e abbiamo mangiato l'impossibile e guardato tutte le puntate rimaste di How to get away with murder e Mean Girls perché quel film è sempre una cosa buona e giusta. A colazione abbiamo fatto dei pancake dietetici di banana, buonerrimi!
Martedì io, Karin, Albin e Birgit siamo andate con Ulrike e Lisa (mamma ospitante di Ulrike) alla parte spa della piscina comunale – sì, la piscina comunale ha una spa; è la Svezia, perché vi sorprendete? – cosa che il mio animo infantile ha trovato alquanto palloso. Poi Ulrike si rifiutava di venire con me alla parte con gli scivoli *fa il broncio*.
La maggior parte del tempo non ho fatto nulla, neanche studiare, poi il mercoledì sono andata con Karin, Ellen e Albin in una specie di parco che si chiama Maribergskogen, dove hanno una specie di grande fontana su cui i bambini possono pattinare mantenendo l'equilibrio grazie a dei Pingu di legno.
La sera io e Karin abbiamo incontrato Ulrike, Lisa e Stina (mamma e sorella ospitante di Ulrike) e abbiamo visto il film tratto da Cirkeln, un libro fantasy svedese caruccio. Il film non era malvagio. Prima del cinema io e Karin siamo andate in libreria perché era BOKREA, saldi dei libri! Che figata non è? Anyway, ho comprato "Hett blod, kalla nerver" ("Sangue caldo, nervi freddi") di Arto Paasilinna, carino e divertente anche se non esattamente quello che mi aspettavo dopo ver letto la quarta di copertina.
La cosa migliore della settimana però è stato che giovedì siamo andati a sciare. Io non riesco ancora a credere che ci sia un piccolo complesso di piste (saranno quattro) a quaranta minuti di macchina e che non ci siano mai andati quest'anno. Anche Ulrike e la sua famiglia ospitante erano lì a Sunne, e Ulrike ha provato a sciare – è stata bravissima, per essere la prima volta sugli sci!
Io ho usato la tavola di Olle e i suoi scarponi, giganti per me; poi per qualche motivo quel benedetto ragazzo ha sistemato gli attacchi larghissimi, sembravo pronta per la pow più estrema XD. I tempi di reazione della tavola non erano ottimali.
La mattina sono stata bloccata a insegnare a Ellen a fare snowboard, poi per fortuna ha incontrato una sua compagna di classe anche lei con la tavola e io sono andata a sciare con Ulrike.
A pranzo, siccome eravamo all'aria aperta, indovinate cos'abbiamo mangiato? Esatto, KORV OCH BRÖD (hot dog). Un giorno capirò l'ossessione svedese per carne processata e anche abbastanza insapore riempita di salse e cacciata su pane finto. (Ammetto che è abbastanza divertente come cosa, però).
Selfie in seggiovia 'cause we're that lame
Venerdì ancora nulla di che, e sabato Karin ha convinto Jakob ad andare a sciare con me e Ellen. Dopo una mattina riempita di stress e impulsi omicidi (Jakob è, per citare mia madre, "il re dei fresconi"), siamo arrivati a Sunne e abbiamo sciato di nuovo con Ulrike e la sua famiglia ospitante. Ellen si è "fatta male" (ha preso una leggera botta a un polso, il che ovviamente ha causato il suo immediato abbandono dello snowboard), quindi dopo pranzo (sì, ancora korv och bröd) ha costretto Jakob ad andarsene (povero, si stava divertendo così tanto). Io sono rimasta e ho sciato con Ulrike e gli Högström, che mi hanno riaccompagnato a casa e che la sera sono venuti a cena da noi.
Poi è ricominciata la scuola, col bel tempo e il conseguente buon umore che ho menzionato; già il lunedì, ovviamente, mi si è bucata la ruota della bici; in realtà è stata una cosa buonissima perché ho potuto usare quella di Ellen, che è alta, ben funzionante e con cestino e portapacchi, il che la rende più comoda della mia mountain bike arrugginita da bambino quando si deve pedalare a scuola con due borse.
Ho sfruttato la bici di Ellen per quasi tre settimane, lunedì (23/03) sono stata costretta a riprendere la mia perché anche quella – credeteci o no – è buca.
Siccome c'era bel tempo ho ricominciato a correre, e un paio di volte sono andata con Jakob a fare jogging la sera – solo 3-5 km, ma carino comunque. Un venerdì (13/03), invece di nuotare come al solito, io e Ulrike abbiamo corso 5 km; è andata benissimo, non abbiamo fatto per nulla fatica e abbiamo deciso di provare a correre 10 km la prossima volta, ma finora non ne abbiamo avuto l'occasione.
Il sabato sono uscita con Ulrike, poi siamo andate a casa mia (l'ho portata sulla bicicletta, è stata un'impresa!) e abbiamo guardato la finale del Melodifestivalen, il San Remo svedese – vi lascio immaginare. Ulrike, Karin e Ellen prese benissimo perché avevano seguito anche le puntate precedenti, io e Jakob che più o meno eravamo lì solo per le patatine i Trolli, caramelle frizzanti probabilmente tedesche a forma di spaghetti. Ha vinto una canzone neanche troppo malvagia, "Heroes" di un tizio di nome Måns Zelmerlöw.
Mercoledì 18 marzo ho finalmente usato il regalo di compleanno di Susanne, la mia contact person: una sera all'università, dove lei lavora, a vedere una presentazione sullo spazio. Hanna, Elin, Ulrike, Laura e sua sorella ospitante Jenny sono venute. Eravamo in una costruzione dentro l'università di Karlstad che si chiama Ägget, "l'uovo", perché è ovale – pensavo sarebbe stato una specie di planetario, ma è stato Susanne che parlava e ci mostrava delle immagini dai satelliti. La cosa più figa sono state le foto dal robottino su Marte.
L'uovo visto dall'esterno
Quel venerdì è venuta a nuotare con me e Ulrike anche Kalina, per la prima volta, dicendo che vuole socializzare di più.
Il sabato c'era un tempo stupendo, e io e Karin siamo andate a fare una passeggiata ad Hammarö, sul lago Vänern. Quel pomeriggio Annabelle, la figlia di Beppe (sorella di Jakob), doveva fare una gara di equitazione lì vicino, quindi finita la passeggiata siamo andati a vederla. Per dirla in parole povere, il dressage è una gran rottura di scatole – e io ho visto solo i dieci minuti in cui gareggiava Annabelle. Giuro che sono sembrati infiniti. (Nel caso non sappiate che diavolo sia il dressage: fare camminare il cavallo in modo fighetto, un po' come se avesse i tacchi).
Il Vänern
Subito dopo la gara di Annabelle
La sera siamo andati da Gockan, la madre di Jakob, a festeggiare il compleanno di Beppe, che era quel giorno. Per me è stato abbastanza noioso, perché ho avuto la singolare sfortuna di trovarmi di mezzo tra il gruppo degli adulti e quello dei bambini. Ho conosciuto altri parenti di cui non mi ricordo il nome e che si sono rivolti a me in inglese almeno tre volte.
Il cibo era...Strano. Buono non lo definirei, ma più che altro non lo chiamerei cibo, più "vassoio di frutta e salumi sudaticci" disposto in modo fintamente artistico, in lingua madre sintetizzato con "planka". In pratica è un tentativo un po' fallito di un tagliere di salumi e formaggi, dico un po' fallito perché nessuno sano di mente apprezza una fetta di prosciutto svedese da sola, senza pane o altro.
Voilà, "planka" (che vuol semplicemente dire "asse, tavola"
(Tra l'altro è anche un esercizio che faccio spesso agli allenamenti... Una fatica assurda)
(Tra l'altro è anche un esercizio che faccio spesso agli allenamenti... Una fatica assurda)
Torniamo a noi. La domenica non sapevo che fare e avevo finito "Heroes of Olympus – The Mark of Athena" (uno dei libri di Percy Jackson; ho ricominciato a leggerli e sono drogata), quindi ho messaggio Ulrike che mi ha trascinato a vedere "Cenerentola", in svedese (però sono riuscita a fare un salto in biblioteca per prendere il successivo libro della serie). Grazie al cielo avevo un biglietto gratis, perché dei se quel film era palloso. Non succedeva nulla di diverso dal cartone, ma era meno divertente e in qualche modo riusciva a durare due ore. Poi col bellissimo doppiaggio svedese che manco era vagamente sincronizzato con le labbra... Ma è stato divertente comunque perché ho mangiato patatine (le mie priorità mi sono ben chiare, grazie).
Durante la settimana non è successo niente di che – mercoledì ho avuto una verifica di fisica per cui non ho studiato assolutamente nulla (non è colpa mia se ci permettono di avere un foglio su cui scrivere le cose, scusate) e che tanto era facilissima (il suddetto foglio non l'ho neanche guardato).
Venerdì 27/03 SONO USCITA CON QUATTRO MIE COMPAGNE DI CLASSE! Sento che è una data da ricordare. Io, Hanna, Felicia, Elin e Freja siamo andate a giocare a bowling. È stato divertentissimo, ho riso come una deficiente tutto il tempo, e ho pure vinto! (Il commento di mio fratello a questa notizia è stato: "Allora le tue amiche fanno molto schifo?" dimostrando che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca). C'eravamo io e Freja tranquillissime che battevamo le mani con sorrisomi enormi ogni volta che giocava Elin, perché Elin è una personcina assai competitiva e si arrabbia con se stessa quando le cose non vanno come vorrebbe lei; Hanna che ha riso come un'isterica tutto il tempo perché avevano sbagliato a scrivere il nome di Felicia, quindi sullo schermo c'era scritto Relicia; Felicia che a un certo punto ha deciso di lanciare "alla vecchietta" ("kärring"), cioè scagliando la palla con due mani tra le ginocchia (non ho foto, ma Hanna ha un video, me lo farò mandare). In pratica è stato bellissimo e mi sono esaltata un sacco (tutte le volte che ho una parvenza di vita sociale mi esalto un sacco).
Dall'alto a sinistra: Freja e Elin (Elin che costringe Freja a farsi fotografare), Elin che gioca e Hanna dietro di lei, Freja e Elin pt 2
Da sinistra: Elin, Felicia, Hanna, Freja (sì, sono tutte bionde e con gli occhi azzurri)









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